Chiara De Marco
psicologa clinica
Perchè uno psicologo
Credo sia esperienza comune esserci trovati in situazioni dove l’ansia, il dolore o lo stress, prodotti da un problema, possono aver alterato la nostra lucidità minando le nostre certezze e facendo riemergere vecchie paure figlie di logore e spesso erronee convinzioni personali costruite su sbiaditi ricordi o percezioni di un passato lontano. In situazioni di tale disagio l’aiuto che può offrirci un amico o un familiare è certamente prezioso: scalda il cuore e non ci fa sentire soli. Purtroppo proprio il coinvolgimento affettivo difficilmente permette che la visione della persona a noi affezionata possa essere lucida e totalmente obiettiva. Tale difficoltà dipende dal fatto che ognuno di noi filtra le informazioni in base alle proprie esperienze, alle proprie priorità e al proprio modo di interpretare i fatti. Pertanto senza rendercene conto il consiglio/aiuto che possiamo ricevere dal nostro caro o dal nostro amico è molto spesso il risultato della contaminazione delle sue proiezioni che, sebbene nate in buona fede e con tanto affetto, sono ben lontane da essere quell’aiuto idoneo e necessario per gestire efficacemente la situazione. L’impossibilità ad offrire un adeguato ascolto e supporto quando esiste un coinvolgimento affettivo vale anche per gli stessi psicologi tanto che in più articoli del codice deontologico si menziona il divieto di prestare interventi professionali ad amici, parenti o a persone con cui vi è intimità o relazione affettiva o sentimentale. Quindi quando ci si trova nel vortice di una situazione che dà dolore o preoccupazione cercare e richiedere un supporto professionale è già il primo passo di responsabilità o di presa di coscienza nei confronti della problematica che vogliamo risolvere. Poter essere ascoltati nel proprio disagio e nelle proprie esigenze in un ambiente protetto e nell’assenza di giudizio offre la possibilità di contattare in modo profondo le proprie emozioni dando dignità al dolore e permette che il problema trovi comprensione e adeguata soluzione. La situazione di disagio può diventare anche l’opportunità per un percorso di ricerca personale che ci invita a comprendere i nostri punti di debolezza e di forza, ovvero le nostre credenze e le nostri talenti. E’ quindi un’opportunità per osservarci in modo completo, più diretto e sincero, scoprendo parti di noi indispensabili per la realizzazione dei nostri progetti e diventare così autori consapevoli della nostra vita e direttamente partecipi della sua qualità.


Cosa fa uno psicologo
Lo psicologo è un professionista sanitario che opera per promuovere il benessere psicologico e tutelare la salute nelle persone, nella famiglia, nelle comunità e nelle organizzazioni sociali e lavorative. Come indicato all’articolo 3 del Codice deontologico degli Psicologi, la sua attività è indirizzata a “migliorare la capacità delle persone di comprendere se stessi e gli altri e di comportarsi in maniera consapevole, congrua ed efficace”. Le modalità attraverso le quali opera riguardano la prevenzione, la diagnosi, il sostegno e la riabilitazione. Prevenzione Si intende attività di prevenzione quell’intervento che viene proposto nelle situazioni considerate "a rischio" e che comprende attività finalizzate ad educare, sensibilizzare, anticipare, atteggiamenti e comportamenti che possono produrre conseguenze dannose, negative o svantaggiose. Fanno parte delle attività di prevenzione tutti quegli interventi che riguardano la promozione del benessere individuale, collettivo, sociale e lavorativo e che sono pertanto orientati al miglioramento della qualità della vita e al mantenimento della sua stabilità ottimale. Diagnosi Con diagnosi psicologica si fa riferimento al giudizio clinico che descrive le funzioni psichiche del soggetto sulla base delle valutazioni emerse dal colloquio clinico e da una serie di test psicodiagnostici specifici. Tale intervento permette al professionista di valutare la presenza o meno di qualche disturbo, e dell’eventuale sua gravità, e di ottenere un quadro complessivo delle caratteristiche di personalità, attraverso l’analisi del comportamento, delle modalità relazionali, dei processi cognitivi, delle opinioni e degli atteggiamenti, dei bisogni e delle motivazioni. Sostegno Il percorso di sostegno psicologico è un intervento indirizzato ad aiutare la persona a superare momenti difficili o dolorosi (ad esempio lutti, separazioni, conflitti o cambiamenti che hanno un impatto importante nella vita dell’individuo) ed a ripristinare quell’equilibrio psicofisico, turbato dal momento di crisi, attraverso l’individuazione dei punti di forza già in suo possesso. Il supporto professionale è indirizzato a coloro i quali, pur avendo buone risorse mentali, emotive e sociali, stanno vivendo un momento di particolare difficoltà e quindi hanno bisogno di nuovi strumenti e modalità attraverso i quali riscoprire il proprio potenziale ed il proprio valore. Il percorso favorisce una maggiore consapevolezza di sé attraverso importanti intuizioni su se stessi e sul proprio modo di essere. Riabilitazione La riabilitazione psicologica, di tipo anche cognitivo-funzionale, comprende tutte le attività finalizzate ad una reintegrazione e recupero di abilità o competenze che hanno subito una modificazione, un deterioramento, una perdita prodotti da malattie o incidenti. Nel caso in cui sia compromesso il recupero di una determinata abilità l’azione riabilitativa è indirizzata a favorire una compensazione attraverso il potenziamento di facoltà ausiliarie.